“Nata nel 1929 – Vita di una madre” nelle scuole italiane

Mentre scrivevo Nata nel 1929 – Vita di una madre, la mia speranza era di poter donare un messaggio di riflessione, coraggio e forza ai lettori, ma mai mi sarei aspettata un tale successo come quello che questo libro sta riscontrando.  Il vissuto di mia madre Henny è diventato parte della vita di tante persone che attraverso la lettura hanno scoperto le proprie radici storiche e si sono rispecchiate nelle esperienze narrate, comprendendo meglio i diversi periodi, dagli anni Trenta a oggi. Durante le numerose presentazioni in giro per l’Italia ho incontrato un pubblico attento e molto coinvolto, che con grande slancio ha partecipato attivamente agli eventi. Sono davvero grata per tutto l’affetto che sto ricevendo dal pubblico italiano, soprattutto per questo libro, a me così caro perché dedicato, appunto, a mia madre, e non solo, perché aperto a più generazioni, compresa quella dei ragazzi d’oggi.

Nei mesi di febbraio e marzo 2024 ci sono stati due incontri presso le scuole: il 24 febbraio al Liceo Racchetti – Da Vinci di Crema e il 15 marzo al Liceo Pertini – Falcone di Roma.

Le conferenze sono state molto avvincenti e l’accoglienza in entrambi gli istituti è stata entusiasmante e calorosa: ora ve lo racconto.

Crema: Liceo Racchetti – Da Vinci

La conferenza è stata inserita nel ricco piano di attività organizzate dall’istituto Cremasco Racchetti – da Vinci, Liceo classico, Liceo linguistico, Liceo scientifico diretto dal Professore Claudio Venturelli, a cura della Professoressa Daniela Martinotti che ha coinvolto i suoi alunni e le classi dei suoi colleghi, in totale sei. L’incontro è avvenuto in aula Magna davanti ad una marea di giovani, tutti con il libro in mano, con la foto di Henny in copertina che mi sorrideva in mezzo a tanti ragazzi, come voler dire: Hai fatto bene a scrivere questo libro, vedi in quali buone mani sono? Vedere quella distesa di gioventù così educata, attenta all’ascolto, all’interazione e alla storia mi ha donato un’energia enorme di positività e riempita di gratitudine. L’incontro, durato due ore, che sono volate, è finito con numerose domande di cui espongo alcune:

– Quale episodio, tra quelli che le ha raccontato sua madre, le è stato più utile nella vita per crescere sua figlia?

La tua domanda mi colpisce molto e mi commuove, perché quando si parla dei figli il sentimento è ricco e profondo. Non c’è un episodio in particolare che mi è stato più utile per crescere Samantha, ma l’educazione in generale che ho ricevuto, fatta di libera scelta, di responsabilità e di esempi di comportamento, soprattutto sociale. Infatti, ho cercato (e continuo a farlo, anche se mia figlia ha ventisei anni ora) di dare l’esempio attraverso le mie azioni: in particolare di non arrendersi di fronte alle difficoltà, di ritagliarsi del tempo per sé, necessario per rigenerarsi, e di trovare il coraggio di attivarsi e di combattere per i propri sogni. Tuttavia, penso che l’episodio del capitolo I primi passi di Menno e Henny quando giocano con le bambole e Greta li scopre e dice: «A me non interessa se Menno gioca con le bambole. Perché non dovrebbe? Chi lo avrebbe deciso? State tranquilli, non lo dirò a nessuno, la vita è così corta ed è vostra, non si sa mai cosa può succedere, godetevela.» comprenda questa filosofia di vita che ho adottato e vorrei che mia figlia facesse sua completamente.

– Che cosa le ha dato la motivazione di scrivere un libro su sua madre poco dopo la sua morte?

Bella domanda, grazie. La motivazione principale è stata di conservare la sua memoria e di poter trasmettere, a chiunque avesse letto il libro, la sua filosofia di vita: quella di avere il coraggio di sorridere e di trovare sempre il lato positivo delle cose. Ho voluto rendere omaggio a tutto il vissuto di mia madre, e di una generazione intera nata nel 1929, cercando di creare una specie di ponte letterario emozionale per condividere le nostre esperienze e donare un messaggio alla generazione futura. Considera che il desiderio di rendere la vita di mia madre, il soggetto di un messaggio da trasmettere a chi vuole leggere il libro, mi è cresciuto dentro ancora prima che lei mi lasciasse, tanto forte considero il suo esempio.

– Parla di sua madre come moderna che ha saputo emanciparsi, cosa penserebbe di quei ministri dell’attuale governo italiano che parlando alle ragazze dicono che la loro massima aspirazione dovrebbe diventare madre?

Grazie per questa bella domanda attuale. Non entro nella questione politica, ma nel più vasto panorama sociale, e credo che chi sostenga la  posizione che hai riportato commetta un grosso errore e una sottovalutazione dell’enorme potenziale che le donne, come persone, sono in grado di esprimere senza essere in competizione con l’uomo. Purtroppo, a tutt’oggi esistono ancora tante realtà, dove le donne non hanno nessun diritto, dove sono considerate creature di poco valore senza cervello e coscienza, dove alcune nemmeno conoscono altre possibilità. Penso che mia madre sarebbe d’accordo con me in questo ragionamento e sono certa che direbbe alle ragazze e ai ragazzi di non permettere mai a nessuno di farsi imporre delle scelte, o di farsi classificare come socialmente meno adatte a contribuire alla vita del paese al pari di qualunque altra persona. La vita è vostra. Certamente, è sempre bene confrontarsi e c’è sempre da imparare, tutti i giorni, ma nessuno può dire all’altro che la massima ispirazione sia diventare madre (o padre), se questo non è ciò che desidera o viene detto per minimizzare il contributo femminile allo sviluppo del Paese.

– Che emozioni l’hanno spinta a scrivere questo libro?

Bella domanda, grazie. Le emozioni rendono vivo un testo, una canzone, fanno parte di tutti noi, perciò grazie per questa bella domanda. Le emozioni che mi hanno spinto a scrivere questo libro sono la tristezza e la speranza. La tristezza per aver perso una persona tanto cara e fondamentale della mia vita; la speranza di mantenerla in vita attraverso uno scritto e di trasmettere un messaggio costruttivo.

– Quale aspetto del carattere di sua madre le è rimasto più impresso?

Grazie per questa domanda. L’aspetto che mi è rimasto più impresso è il fatto di vedere sempre le cose dal lato positivo, di volersi divertire, il valore che aveva dell’amicizia e l’amore per la famiglia.

– Quando sua mamma le ha raccontato della sua infanzia, con l’assenza di suo padre che fu deportato, Maggie si è sentita fortunata ad aver avuto un’infanzia diversa e più spensierata?

Ottima domanda, grazie. Ah certamente mi sono sentita fortunata ad aver avuto un’infanzia diversa e non così paurosa come quella di Henny e tanti altri ragazzi di quel periodo. Tra l’altro mi ritengo fortunata di essere nata nel 1961 perché ho vissuto un periodo musicale di grande rilievo, anche sociale, meno violento, che mi ha permesso di crescere “in strada” senza tanti percoli imminenti e sicuramente non così devastanti come quelli in cui è cresciuto Henny.

– Se fosse nei panni di sua madre in questo momento come gestirebbe il fatto di amare una persona che però è omosessuale?

Che domanda interessante, grazie. I tempi per fortuna sono molto cambiati, anche se esistono ancora tanti pregiudizi e ingiustizie, ma comunque c’è stato un grande passo in avanti per quanto riguarda gli anni Cinquanta. Penso che mia madre abbia gestito nel miglior modo la relazione con Jan, rispettandolo, ma tutelando anche i suoi stessi interessi. Farei più o meno la stessa cosa. Si può amare o essere innamorati di una persona, ma se colui o colei non ha interesse nei nostri confronti è necessario prenderne atto. Tuttavia, amare e rispettare una persona può manifestarsi in molti modi, soprattutto perché sono sentimenti individuali, profondi, non suscettibili di essere etichettati, né, soprattutto, di essere condizionati.

– Scrivere questo libro la ha aiutata ad alleggerire il dolore per la perdita?

Domanda delicata, grazie. Mi ha aiutato molto a scrivere il libro della vita di mia madre. In qualche modo mi è sembrato di tenerla in vita attraverso i suoi racconti e di tenere viva la sua memoria. Sono molto contenta che voi studenti abbiate accolto questo libro con così tanto entusiasmo e calore e vi ringrazio di cuore.

Un incontro emozionate che si è concluso con il firma copie in cui ho visto brillare i loro occhi da vicino e ho avuto la possibilità di scambiare qualche battuta personale, per salutare poi i professori con un abbraccio di stima reciproca.

 

Roma: Liceo Pertini – Falcone

L’incontro a Roma si è svolto presso il Liceo Scientifico Scienze Applicate/Tecnico Economico “Pertini-Falcone”, organizzato dalla Professoressa Doriana Michelini. Ho avuto il piacere di incontrare gli studenti della classe 3AT che mi hanno accolto tra di loro con un grande applauso e una meravigliosa grafica creata da loro con scritto BENVENUTA MAGGIE, proiettato sulla lavagna elettronica.

Anche gli studenti della classe 3AT si sono mostrati educati, interessati, entusiasti e ben istruiti. Tutti avevano letto il libro e hanno dato il loro contributo prezioso con domande e curiosità. Si sono impegnati a preparare delle slide in cui indicavano i passaggi e le frasi  da cui erano rimasti più colpiti, e hanno scritto perfino una recensione:

Pensiamo che pur descrivendo un periodo storico molto lontano da noi, Maggie l’abbia fatto con un linguaggio attuale che arriva ai nostri cuori. Abbiamo apprezzato molto la personalità di Henny che ha sempre dimostrato di essere una donna che percorreva i tempi. Leggere questo libro ci ha dato l’opportunità di riflettere anche sul nostro modo di pensare e di come andare oltre alle opinioni degli altri.

Alcune domande che mi sono state fatte durante l’incontro:

– Come si è sentita Maggie quando ha saputo che sua madre era stata sposata con un altro uomo prima di suo padre?

Grazie per questa domanda profonda. L’ho saputo quando avevo circa dieci anni. Mi era sembrato strano perché l’immagine che avevo dei miei genitori era diversa, nei miei occhi erano insieme “da sempre” e non pensavo che mia madre avesse potuto amare anche un altro uomo. Poi, crescendo ne abbiamo riparlato e mi ha spiegato il rapporto di stima che c’era tra lei e il suo ex marito Jan, come narrato nel libro e che, nonostante tutte le difficoltà negli anni Cinquanta, abbia avuto il coraggio di combattere per i suoi diritti e divorziare.

– In molti Paesi del mondo la donna non è ancora libera di scegliere, spesso promessa come sposa a uomini che nemmeno conosce. Cosa pensa a tal proposito?

Interessante domanda riflessiva. Penso che sia una triste realtà, difficile da combattere perché legata a culture e usanze secolari su cui è complicato intervenire perché coinvolge, a volte, un popolo intero, ma penso che ogni persona, uomo o donna che sia, abbia il diritto di scegliere per il proprio futuro, soprattutto se riguarda decisioni importanti come queste. Il lavoro da fare è lungo a partire dalla scuola che deve aiutare di più ragazze e ragazzi a trovare la loro autonomia e soddisfazione.

– Cosa pensa della musica di oggi, in particolar modo quella Trap, in cui si parla anche di violenza?

Domanda musicale, ottima! Si tratta di un genere per provocare e scandalizzare, importante però che non ci siano testi che istigano alla violenza o minacce altrimenti può diventare un vettore di odio e a questo bisogna fare molta attenzione. Come ho scritto nel libro, negli anni Cinquanta è nato il Rock and Roll, un’espressione musicale che non era vista di buon occhio da molti capi di stato perché rivoluzionaria secondo loro. Invece era un modo di comunicazione tra giovani, di ribellione e speranza, come sono nate poi tante altre canzoni e generi negli anni Sessanta, a tutt’oggi importanti radici dei nostri giorni. Detto questo, ogni testo violento e abusivo deve essere considerato con attenzione nella lettura che può diventare fuorviante.

– Perché ha pubblicato con Amazon e non con una Casa Editrice?

Wow, ottima domanda! Questa è la mia sesta pubblicazione (cinque libri pubblicati con CE) e non avrei avuto difficoltà a trovare una casa editrice che l’avrebbe pubblicata, ma sono due cose totalmente diverse e distingue due mercati: quello tradizionale e quello dell’auto pubblicazione. Nel secondo caso c’è maggior controllo anche se è più difficile arrivare in libreria perché appunto fa parte di un sistema diverso. L’ho fatto soprattutto per capire meglio il mercato dell’auto pubblicazione e anche per avere un riscontro immediato, più facile da gestire, in quanto una percentuale del ricavato va donato all’Istituto Oncologico Romagnolo. Con un’auto pubblicazione bisogna rimboccarsi le maniche e fare tutto da soli, ma alla fine è una buona palestra. Soprattutto considero questa pubblicazione mia dall’inizio alla fine, nel bene e nel male.

Quando la campanella ha suonato i ragazzi non sono scappati, ma sono rimasti in classe per il saluto finale, una stretta di mano e un firma copie.

Ringrazio gli studenti che hanno partecipato a questi due incontri e hanno letto (e studiato) Nata nel 1929 – Vita di una madre con così tanta attenzione. Un ringraziamento alla Prof.ssa Martinotti di Crema e alla Prof.ssa Michelini di Roma, senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Grazie di cuore!