Recensione: Io non amo le rose di Clelia Moscariello

Io non amo le rose, non ho mai amato le rose, sono fiori perfetti che mi hanno sempre fatto sentire inadeguata al loro cospetto.

È così che narra la scrittrice e poetessa napoletana Clelia Moscariello nella sua quinta pubblicazione Io non amo le rose, edito da PAV Edizioni (novembre 2021), una raccolta di poesie e racconti in cui i protagonisti sono i pensieri dell’autrice, e il suo vissuto. Ogni verso si nutre di espressività autentica, coinvolgente e diretta, sostenendo una vocazione introspettiva. La traccia autobiografica collega lo stile solido alla riflessione fondamentale degli accadimenti e focalizza le confessioni nel ritmo dei ricordi. È la poetessa delle emozioni, capace di districarsi tra luce e ombra, vita e rimpianti, felicità e sofferenza: un solstizio dell’anima, contraddistinto da una scrittura delicata, pur pungente e moderna, a volte malinconica.

Null’altro

Dopo stralci di mediocrità arrivava la speranza nell’odore della primavera.

Ed era racchiusa nei boccioli di rose e di ginestre premature.

Tutto attorno si chiamava “vita”.

Lei non se ne era mai accorta,

ma era tempo che questa primavera intendeva arrivare

ed era proprio nella sua vita che aspettava da tempo di venire fuori,

da un inverno lungo decenni,

dalla brina,

da quei fiori che reclamavano solo di fiorire

 e di vivere la loro stagione, null’altro.

In Io non amo le rose, la poesia si veste da narrativa. Ed è proprio il linguaggio vivo la forza di questo libro che offre una doppia lettura interpretativa: quella narrativa e quella lirica tra maree, acqua, zucchero e bicarbonato, Giove e Saturno, musica e pause, delusioni e speranze tra amori senza macchia né ombre, ma veri, visti attraverso gli occhi di una donna. Senza dubbio una voce piacevole, descrittiva e sensuale; una poetessa che sa rendere caleidoscopio di immagini le proprie riflessioni che possiedono una fragranza genuina, come un delicato profumo floreale e fruttato di primavera perenne. Una voce forte, potente ma umile e profonda che rapisce e lega con le prime parole che trasportano in uno spazio per fantasticare e seguire pedissequamente la sua musicalità.

Lo sguardo generoso con cui Clelia Moscariello guarda al mondo è la spiegazione della sostanza vitale e luminosa della sua poesia, che sfida il nulla in un varco nella dimensione comunicativa della realtà fino ai confini del cuore che ci insegna come affrontare il freddo della neve, e come scaldarci i giorni con i suoi versi.

Io non amo le rose con la prefazione di Domenico Turco, (scrittore e poeta) è disponibile in libreria e sul sito:  https://pavedizioni.it/prodotto/io-non-amo-le-rose

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